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Venerdì, 11 Gennaio 2013 14:27

Windows Live Messenger sarà tenuto in vita fino al 2014

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Il 15 marzo Windows Live Messenger cesserà di funzionare e gli utenti dovranno utilizzare Skype per connettersi con i propri amici. C’è stato però un piccolo fraintendimento quando si è diffusa la notizia in Rete. Microsoft ha ora chiarito che solo il client sarà ritirato, mentre il network Messenger rimarrà attivo fino al mese di marzo 2014. Questo per dare il tempo agli sviluppatori di realizzare nuovi client di terze parti, attualmente basati sul protocollo open source XMPP.

Pochi giorni fa, alcuni utenti hanno iniziato a ricevere una email con la quale venivano informati dell’imminente chiusura di Windows Live Messenger. Anche se il messaggio parla esplicitamente di “servizio”, in realtà l’infrastruttura non verrà smantellata e continuerà a funzionare per un altro anno. Nel mese di dicembre 2011 Microsoft ha aggiunto il supporto per il protocollo XMPP (eXtensible Messaging and Presence Protocol) che permette ai client di terze parti (Pidgin, Adium, Trillian, Empathy, iChat, ecc.) di chattare con gli utenti Messenger. Se il servizio venisse disattivato il 15 marzo prossimo, tutti questi software cesserebbero istantaneamente di funzionare.

Quella data rappresenta invece l’inizio della transizione dell’infrastruttura da Messenger a Skype. 

Il supporto per XMPP verrà disattivato ad ottobre 2013 e quindi i client di terze parti basati sul protocollo non funzioneranno più. Il protocollo proprietario MSP verrà invece “spento” a marzo 2014. Da quel momento in poi, non sarà più possibile accedere al network Messenger tramite i client Windows 8, Windows Phone e Xbox. Gli utenti dovranno utilizzare Skype che, nel frattempo, potrebbe essere aggiornato per integrare alcune feature mancanti, come le chat multiple, opzione molto comoda e presente in Windows Live Messenger.

Il Windows Store è il fiore all’occhiello del nuovo Windows 8: Microsoft infatti ha venduto il nuovo sistema operativo ad un prezzo davvero basso perché spera di riuscire a capitalizzare sulle applicazioni vendute tramite lo Store. Un sistema blindato, con applicazioni "sandboxed" che vengono eseguite in ambito sicuro per non minare la stabilità del sistema e non tornare quindi a problematiche passate con applicazioni che rendevano instabile il sistema stesso.

Sembra però che qualcosa sia sfuggito a Microsoft quando si è trattato di costruire la gabbia che protegge lo Store: il sito Betanews riporta infatti di un programma in grado di “craccare” lo Store sbloccando le versioni trial dei programmi.

Windows ha infatti integrato nello Store un sistema di prova dove l’utente può testare per sette giorni i programmi prima di acquistarli, una scelta che gli sviluppatori possono fare per incoraggiare gli utenti all’acquisto.

Il programma Wsservice_crk, rilasciato a fine ottobre, sblocca di fatto il limite rendendo le applicazioni utilizzabili per sempre. Per farlo va ad agire sui file di sistema che gestiscono lo Store, quindi oltre all’illegalità dell’azione c’è un serio rischio per la stabilità del sistema operativo stesso. Il programma permette inoltre di caricare applicazioni Metro non firmate e di eliminare la firma Microsoft: il rischio è quindi quello di veder comparire sul web le app per Windows Store da scaricare liberamente già come accade oggi per gli apk di Android e gli ipa di iOS.

Un software dannoso per tutto l'ecosistema: gli sviluppatori, infatti, potrebbero decidere di non fornire più le versioni Trial dei loro programmi e a rimetterci, come sempre, sarebbero tutte le persone che invece acquistano e usano lo Store in modo corretto.

Microsoft comunque è già a conoscenza del problema e sta lavorando per risolverlo. Il metodo funziona solo per sistemi x86 e non su Windows RT, noi consigliamo di non scaricarlo potrebbe minare anche i dati sensibili del account che si usa per windows 8.

Il neonato Windows Store ha superato le 20.000 applicazioni disponibili, 18.000 delle quali sono gratuite. Secondo le previsioni, che considerano un notevole incremento recente, entro fine anno potrebbero essere anche 40.000. Tutto ciò ha senso: questo è il periodo migliore dell’anno in quanto a vendite e gli sviluppatori sono incentivati a produrre al massimo, nonostante il maggior numero di applicazioni continui ad essere gratuito. 

Il trend, dicevamo, è positivo: Windows Store è partito con un ritmo di 500 nuove app al giorno, per scendere nel corso delle settimane a 300 e tornare ora alla media iniziale di 500; da notare, come specificato da Win App Update, che non tutte le app sono disponibili in tutti i Paesi e che il numero di 20.000 è la somma di tutte le comuni e di quelle specifiche per singoli mercati.

Un brutto errore di Microsoft sta permettendo a migliaia di persone di attivare la copia di Windows 8 scaricata illegalmente. Nonostante i prezzi bassissimi, infatti, sembra che la moda di "piratare" il sistema operativo non sia assolutamente passata, e dal 26 ottobre chi ha scaricato illegalmente la copia di Windows si è servito di metodi “temporanei” per l’attivazione. Utilizzando infatti dei server KMS di terze parti (Key Management Services) i pirati riuscivano a farsi attivare la copia per 180 giorni, con la necessità dopo 6 mesi di dover richiedere una nuova attivazione.

Non certo un fastidio per i pirati, ma il problema vero è che ora Microsoft fa loro un bel regalo: usando il codice del Windows Media Center Upgrade (che tutti possono richiedere gratuitamente a questo indirizzo) le copie attivate in modo illegale verranno attivate in modo definitivo da Microsoft stessa. E il sistema Microsoft di codici per il Windows Media Center Upgrade ne genera un numero infinito, e fino a fine gennaio in modo totalmente gratuito.

Noi di Easyhardware abbiamo provato la procedura e vi prossimo assicurare che funziona anche se non sappiamo per quanto ma un nostro consiglio e di acquistarlo il sistema operativo perchè come in tanti sanno per funzionare a pieno, questo sistema, deve essere loggato a un id Microsoft e quindi sicuramente ne momento in cui Microsoft deciderà di correre ai ripari la prima cosa su cui si potrebbe rivalere è proprio sull'id e sarebbe un peccato perderlo.

 
Mercoledì, 21 Novembre 2012 11:22

Skype su Windows 8 si aggiorna eccole novità

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Nuova release per Skype su Windows 8. Si tratta di un aggiornamento in parte largamente atteso, dal momento che la sensazione di molti, provando la prima versione resa disponibile qualche settimana fa, era di una certa ‘incompletezza’, sia a livello di funzionalità presenti che per quel che riguarda l’interfaccia utente.

La nuova versione rilasciata nelle scorse ore cerca, almeno in parte, di ovviare ad alcuni di questi ‘difetti di gioventù’, migliorando l’integrazione con Messenger, le funzionalità di ricerca e, almeno in parte, le prestazioni generali del programma.

Ecco tutte le novità:

  • ricerca di persone e gruppi;
  • possibilità di chiamare i contatti su Messenger;
  • miglioramento delle videochiamate;
  • correzione di vari bug.

L’applicazione in effetti appare decisamente più veloce. L’integrazione con Messenger, tuttavia, per come è stata concepita, lascia ancora un po’ a desiderare: quando si cerca di chiamare un contatto quest’ultimo riceverà un messaggio relativo ad una chiamata in arrivo da Skype e poi partirà l’installazione di un plugin, terminata la quale, in pratica, si avrà un’istanza di Skype in funzione parallelamente a quella di Messenger.

In sostanza, se si hanno amici o parenti su Messenger, è sicuramente meglio convincerli a passare a Skype direttamente piuttosto che ripiegare su questa soluzione di mezzo, per quanto possa essere valida o funzionare più o meno bene.

Microsoft dovrà rivedere le sue stime, anche perché difficilmente si riusciranno a vendere dai 3 ai 5 milioni di tablet Surface nell’ultimo trimestre dell’anno. Le vendite dell’ottimo tablet Microsoft infatti non stanno andando come previsto e a dirlo non sono i dati di vendita ufficiali che ancora non sono stati diramati ma lo stesso Steve Ballmer in una intervista con il magazine francese Le Parisien. Eppure, stando ai primi dati, i Surface sono andati esauriti online nelle prime ore di prevendita, e forse il problema di Microsoft più che di interesse da parte del pubblico è di produzione: la richiesta c’è ma Microsoft non riesce a consegnarli, e quindi nemmeno a venderli.

Questo riconduce anche alle dichiarazioni fatte qualche giorno fa da un presidente Acer che si è scagliato contro Microsoft dicendo che fare hardware non è come fare software: la gestione dei fornitori, la scelta dei componenti e la continua necessità di pressione nei confronti di fabbriche e assemblatori sono situazioni che Microsoft ancora non conosce bene. L’unico prodotto hardware di Microsoft con certi numeri e certe problematiche è la Xbox, ma viene gestita da un'altra divisione. Non è un caso che Google abbia scelto di far produrre i suoi terminali ad altre aziende: sicuramente gli costa di più e ha meno margini, ma la parte difficile del lavoro viene lasciata a chi ha una certa esperienza nella gestione della progettazione e della catena produttiva.

Che sia proprio la gestione delle fabbriche e degli assemblatori il punto debole di Microsoft lo si evince anche dai primi difetti che stanno affiorando: la Touch Cover sembra infatti essere uno dei punti deboli del tablet, con una propensione a “scollarsi” nel punto di contatto dopo una decina di giorni di utilizzo. La denuncia arriva dal Guardian ma è supportata anche dalle foto di molti altri utenti. Microsoft sta ovviamente gestendo la questione sostituendo le cover, ma un certo “allarme” resta. 

 
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