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Gli addetti ai lavori, ma anche gli utenti appassionati, saranno sicuramente a conoscenza delle critiche mosse da alcuni tester sull’efficienza dell’HIS dei processori Intel Ivy Bridge. Sulle nuove CPU a 22 nanometri, il produttore ha deciso di sostituire la classica saldatura tra HIS e Processore in luogo di una più “comune” pasta termoconduttiva. Questa caratteristica non rappresenta un problema per il corretto funzionamento dei Processori, tuttavia ha fatto storcere il naso ai patiti di overclock, soprattutto quando utilizzano un raffreddamento ad aria.

Il sito PC Watch ha voluto verificare concretamente questo fenomeno su un processore I7 3770K. La procedura, che consigliamo di non ripetere, ha visto la rimozione dell’HIS e la sostituzione della pasta Intel con due modelli differenti. Il test è stato condotto su un Dissipatore Thermalright Silver Arrow con la pasta termica OCZ Freeze Extreme e Coollaboratory Liquid Pro.

I risultati sono stati a dir poco ottimi sia a Default (3,5 GHz) che in Overclock a 4,6 GHz; il guadagno è stato rispettivamente di 8/15 °C con la OCZ e 11/20 °C con la Coollaboratory.

Come detto in precedenza, non si tratta di un difetto di fabbricazione ma piuttosto di una scelta effettuata da Intel che, soprattutto sui processori serie K, non ci sembra comunque molto azzeccata. Vi terremo aggiornati su eventuali comunicazioni da parte dell’azienda.

Venerdì, 11 Maggio 2012 10:51

Monitor Philips alimentato e non solo da una USB

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Se siete alla ricerca di un monitor 21.5 pollici, di buona qualità, non troppo costoso e pure a basso consumo energetico, non dovreste affatto trascurare il nuovissimo Philips 221S3UCB.

Si tratta di un display molto interessante poichè è cosi basso nei consumi di corrente che Philips ha deciso utilizzare un'unica porta USB per la sua alimentazione. Fin qui non c'è nulla di straordinario ma, guardando nel dettaglio le specifiche del prodotto, notiamo che la peculiarità del prodotto è quella di riuscire a ricevere sia corrente elettrica sia il segnale video dalla stessa sorgente USB.

Il display, di per se, non propone nulla di rivoluzionario: si tratta di un monitor con retroilluminazione W-LED da 1920x1080 pixel; il tempo di risposta è di 5 millisecondi, il contrasto dichiarato è di 1000:1 e la luminosità si ferma a 150 cd/m2.

Philips 221S3UCB può essere visto come un perfetto compagno di viaggi; con un consumo di soli 8 watt e la sua "anima" plug-and-play ha sicuramente un suo perchè. Il display è già in vendita al prezzo di circa 200 euro e anche meno vi diamo un link per vederlo.

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Giovedì, 10 Maggio 2012 13:29

GeForce GTX 680 FTW con 4 GB di Memoria (prezzi)

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Dopo aver presentato i modelli reference, EVGA inizia a proporre ai propri clienti le versioni custom della nuova GeForce GTX 680. Oggi si parla della GTX 680 FTW, una scheda caratterizzata da un VRM a 8 fasi, dissipatore Vapor Chamber e disponibile anche in versione con 4 GB di Memoria GDDR5.

Entrambe le versioni presentano un Core Clock a 1110 MHz (con Turbo Boost a 1176 MHz) mentre, visto il diverso quantitativo di Memoria, il clock GDDR5 varia da 6200 (modello da 2GB) a 6000 MHz  (4 GB).

Identico anche il sistema di alimentazione ausiliario che prevede un connettore PCI-E a 6 pin e uno a 8 Pin.

Per quanto riguarda i prezzi, la EVGA GTX 680 FTW 2 GB si attesta a 569.99 Dollari, la versione con 4 GB invece sale a 629.99.

Martedì, 08 Maggio 2012 13:58

Acer Iconia Tab A500 nuovi aggiornamenti in arrivo

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Sebbene gia alla fine del mese fosse arrivato l’aggiornamento ICS per Acer Iconia Tab A500, molti utenti non avevano ricevuto la notifica in quanto il Roll Out aveva interessato solo una parte dei dispositivi commercializzati. Nella serata di ieri e nelle ultime ore, grazie alle vostre segnalazioni, sembra che praticamente tutti gli A500 abbiano ricevuto la notifica di aggiornamento.

Dunque adesso i possessori del primo Tablet Android di Acer, potranno utilizzare l’ultima distribuzione di Android e scoprire la rinnovata velocità di gestione del dispositivo. Le differenze non sono particolarmente grandi a livello di interfaccia utente, ma stabilità e velocità di esecuzione risultano visibilmente migliorate. Fateci sapere se l’aggiornamento soddisfa le vostre aspettative.

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Giovedì, 19 Aprile 2012 09:34

Intel a breve entrerà nel mondo smartphone

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Saranno solo indiscrezioni ma lo smartphone di Intel è pronto anche se, sempre da indiscrezioni, abbia qualche problema di compatibilità.

Secondo il CEO di Intel Paul Otellini il colosso dei chip dovrebbe finalmente lanciare la sua soluzione smartphone in settimana. Dopo i vari reference design visti alle fiere e i ritardi dei prodotti firmati Lenovo e Motorola sembra che finalmente l'India sia pronta ad accogliere il primo smartphone Intel di fascia alta su piattaforma Medfield.

Il processore Atom Z2460 da 1.6 Ghz è il cuore del nuovo sistema, CPU che ovviamente si basa su una architettura x86 e su un sistema operativo Android ricompilato appositamente.

Intel sa che il mondo degli smartphone e dei tablet è un segmento importante, e ora che la stessa Microsoft ha aperto ad ARM con Windows 8 chipzilla vede il suo impero in pericolo.

Resta solo da chiedersi una cosa: ma davvero è importante l'ingresso di Intel nel mondo degli smartphone?

Intel è sempre stata abituata a realizzare CPU destinate ad un segmento dove le prestazioni e gli ingombri prevalgono sui consumi, non a caso l'architettura x86 è diventata un must su desktop e notebook. Nel settore mobile non serve solo potenza: servono prestazioni ottimizzate e consumi ridotti e questo traguardo per Intel sembra essere davvero lontano.

Medfield è un Atom, è velocissimo, l'abbiamo visto con i primi benchmark, ma non sembra proprio essere il chip ideale per uno smartphone ultraslim che consumi poco. Anche perchè, nella sua versione attuale, è ancora single core. C'è poi la questione della grafica: HD2000 e HD3000 ci hanno insegnato che forse Intel non è bravissima a fare le GPU come fa le CPU, e i dispositivi mobile sono sempre più console portatili.

Infine, cosa di non poco conto, la compatibilità: attualmente solo il 60% delle apps per Android funzionerebbe su piattaforma X86, le più semplici e quindi anche quelle meno usate. Le apps migliori andrebbero riscritte, e questa cosa pesa come un macigno.

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