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La divisione italiana della crew di hacktivisti Anonymous avrebbe sferrato un attacco contro i sistemi informatici del Ministero degli Interni, secondo quanto dichiarato dallo stesso gruppo l'incursione si sarebbe conclusa con la sottrazione di circa 600 Mb di documenti dagli archivi del Viminale.

Tale azione sarebbe soltanto l'ultimo effetto della decisione di Anonymous di colpire obiettivi sensibili dopo l'arresto di alcuni suoi componenti nella Penisola e, in particolare, in seguito all'accusa da parte delle forze dell'ordine di offrire consulenza alle stesse vittime dei propri attacchi.

 

Il Minisistero sarebbe stato attaccato dopo incursioni analoghe che avrebbero coinvolto le infrastrutture telematiche del Tribunale di Roma e dei sindacati di Polizia SIULP e SAP; l'obiettivo dichiarato della crew sarebbe quello di rendere le istituzioni più trasparenti.

La rivendicazione dell'attacco sarebbe stata accompagnata da accuse specifiche nei confronti delle autorità come per esempio la condizione delle carceri in Italia, le politiche per la gestione dell'immigrazione nel nostro Paese e la continua violazione della privacy a danno dei cittadini.

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