I COOKIE CI PERMETTONO DI MIGLIORARE LA TUA ESPERIENZA UTENTE CONTINUANDO A NAVIGARE SU QUESTO SITO ACCETTI IL LORO IMPIEGO 

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

La divisione italiana di Anonymous, noto gruppo hacker internazionale, è riuscita a penetrare nei server della Polizia di Stato e a mettere le mani su importanti documenti riservati. Non vi sono molti dettagli in merito ma quel che è certo è che l'operazione si è conclusa con circa 3500 documenti confidenziali rubati, per un totale di ben 1.35 GB di file trafugati.

I file, che contengono identikit, circolari interne, foto, verbali e quant'altro, sono stati immediatamente diffusi in rete e sul blog ufficiale del gruppo è apparso questo breve comunicato:

  • Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro. Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i Notav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail, alcune delle quali dimostrano la vostra disonestà (ad esempio una comunicazione in cui vi viene spiegato come appropriarvi dell’arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione). Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta.

Si tratta di un episodio piuttosto grave che evidenzia la fragilità di alcune infrastrutture che dovrebbero essere a prova di tutto; quello in questione è un attacco molto "personale" sferrato da Anonymous verso la Polizia di Stato che certamente non starà a guardare.

Una sola cosa è sicura: file contenenti dati "sensibili" e informazioni strettamente personali su cittadini italiani stanno circolando liberamente in rete. Di chi sia la colpa non spetta a noi dirlo ma sicuramente ci sono delle modifiche da fare al sistema di sicurezza.

You have no rights to post comments