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Nella giornata di lunedì 9 luglio verranno definitivamente disattivati i server dell’FBI con cui si è supportata per alcuni mesi la navigazione delle vittime del malware DNSChanger. Ciò significa che per migliaia di utenti, pur non sussistendo più alcun problema di sicurezza, l’inizio della settimana potrebbe rappresentare un improvviso taglio della navigazione in conseguenza di un routing imperfetto ed incapace di risolvere i domini cercati dal browser.

E tutti coloro i quali in queste ore stanno sottovalutando il problema, dovranno riconsiderare la questione poiché, sulla base delle cifre ufficiali fornite dal DNSChanger Working Group, l’Italia sarebbe il secondo paese più colpito al mondo dopo gli Stati Uniti, con una percentuale di penetrazione del malware superiore a chiunque in proporzione al numero dei navigatori stimati.

Il consiglio è quello di prevenire ed effettuare un controllo immediato del proprio sistema, così da controllare (con strumenti gratuiti) l’eventuale infezione subita intervenendo in tempo utile sull’origine del problema: l’infezione è di per sé innocua e silente, dunque non è possibile averne avvisaglie fino all’eventuale blocco improvviso nella giornata di lunedì. Il sito ufficiale del DNSChanger Working Group a tal proposito mette a disposizione tanto le istruzioni di controllo, quanto le indicazioni per la risoluzione dell’infezione.

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